mercoledì 6 marzo 2013

Fermarsi a riflettere

Sono giorni vorticosi questi.
L'attualità e la politica si fanno incalzanti. La preoccupazione sulla direzione che prenderà questo paese (e di conseguenza il nostro futuro prossimo immediato) è sempre presente.
E poi c'è il lavoro: ogni singolo caso è in evoluzione (come sempre) e le discriminanti si fanno sempre più numerose. Ci sono implicazioni sistemiche, familiari, individuali per ognuno dei casi che seguo. Senza considerare tutto il lavoro più "burocratico" e gestionale.
In più si aggiungono la progettualità e le nuove idee: che evoluzione avrò da qui a qualche anno? come stanno procedendo le nuove attività che sto mettendo in campo?
Infine la vita privata: la gestione della quotidianità (la rincorsa alla spesa, la scuola della piccola, la benzina da mettere nell'auto), gli affetti familiari, le relazioni sociali.
 
Tutto si fa sempre più caotico.
 
Ma c'è un momento in cui bisogna fermarsi.
Prendersi un po' di tempo, rimettere ordine alle cose e prendere una boccata d'aria.
Altrimenti si rischia di perdere in lucidità.
 
Riflettere sulla situazione politica e sociale del paese significa pensare a come io - da cittadino - posso pormi in questo momento storico e a quale può essere il mio ruolo.
Ragionare sull'attività professionale implica un pensiero su ogni singolo intervento o progetto, sulle relazioni sociali e lavorative, sugli obiettivi da raggiungere e sugli strumenti da utilizzare. Una sorta di auto-supervisione che permetta di trovare nuove idee, nuovi spunti e nuovi stimoli.
Infine pensare alla propria vita familiare spesso significa una cosa sola: ricordarsi quali sono le priorità. E tradurle in pratica, magari improvvisando una scappata al mare dove riappropriarsi di sé e delle persone a cui si vuole bene.
 
In questo periodo storico troppo spesso si parla senza riflettere, in modo istintivo. Ma la storia (quella generale, ma anche la mia - personale - ) mi ha insegnato che l'istinto non è sempre corretto. A volte è governato da movimenti inconsci che abbiamo difficoltà a riconoscere e gestire.

Quindi ho deciso di fermarmi a riflettere.
Di arrestare per un attimo il caos e ascoltare.
Ascoltare i miei pensieri, le mie emozioni e il mio corpo.

Prendetevi una boccata d'aria.
Fermatevi a riflettere.
Basta un solo momento.