martedì 7 maggio 2013

[Pre]Adolescenza. Scriviamo un nuovo manuale?

(illustrazione di Laura Bonariva)

Con il termine preadolescenza si intende un'età dell'individuo inclusa tra gli 11 e i 14 anni.Questa si differenzia dall'adolescenza, il periodo successivo, che varia a seconda dei sessi ed è compresa tra i 15 e i 21 anni esclusi.Quest'età è differente dall'adolescenza vera e propria, poiché in teoria i cambiamenti fisici (dovuti agli ormoni risvegliati nel corpo) cominciano appena ad accennarsi. L'adolescenza è l'età in bilico tra l'infanzia e l'età adulta, invece la preadolescenza è l'età in bilico tra l'infanzia e l'adolescenza.Il preadolescente è poco più di un bambino, caratterialmente pensa come un bambino, le caratteristiche che lo differenziano da esso fisicamente sono l'altezza un po' più sviluppata dei suoi coetanei e un leggerissimo accenno del seno nelle femmine.Egli si rende conto che sta cambiando e cerca di ignorare finché può questi cambiamenti che lo possono angosciare brevemente se sono improvvisi.Quest'età comunque è molto breve, poiché dopo questi piccoli cambiamenti il corpo continua a cambiare sempre più velocemente.


Questa è la definizione che Wikipedia da del termine preadolescenza. La leggo e poi vado in una seconda media. In questa classe hanno 13 anni, quindi sono in piena preadolescenza.Li guardo e penso:

  • i cambiamenti del corpo sono appena accennati? e allora perché le ragazzine hanno dei seni prosperosi, i fianchi già allargati e uno sguardo ammiccante? e perché i maschietti hanno già i baffetti e fanno battute con non molto celati doppi sensi di tipo sessuale?
  • sono poco più che bambini? sarà per questo che (come appena detto) fanno battute con doppi sensi espliciti? o si ribellano all'autorità costituita rappresentata dai docenti? se gli si propone un gioco sbuffano, si girano e se ne vanno?
  • fingono che i cambiamenti non esistano e cercano di ignorarli? per questo si vestono alla moda e cercano di avere un'immagine "da grandi"? sottolineano ogni cambiamenti e ogni centimetro guadagnato con un'enfasi esagerata?
Diciamo la verità: della definizione di wikipedia l'unica cosa che ho verificato questa mattina in classe era l'altezza "un po' più sviluppata"Beh, ripensandoci bene nemmeno quella. Erano tutti più bassi di me, che non sono certo un gigante con il mio metro e settantaquattro appena appena raggiunto. Però nelle terze medie ci sono un paio di stangoni/e che mi superano di almeno 10/15 centimetri...
Questo però non è sufficiente a confermare la definizione.


Esco dalla classe e controllo su facebook. Mia nipote ha postato una foto di un cartonato di Justin Bieber con un paio di ragazzine davanti che... quasi quasi mi risulta difficile dirlo.
Senza il "quasi quasi" in realtà...
Basti solo dire che una delle ragazzine non lo stava baciando sulla bocca... e che sul cartonato dell'anno successivo Justin aveva le mani davanti ai "gioielli di famiglia".
Alla faccia dei bambini!


Fino a poco tempo fa l'adolescenza era l'età della confusione, la terra di nessuno, il limbo tra l'infanzia e l'età adulta.
Adesso c'è un nuovo limbo, una nuova terra di nessuno.
E proprio di nessuno, visto che anche Educazione e Pedagogia poco se ne occupano.
Tanto che anche la Chiesa se ne accorge e - nel manuale di organizzazione dell'oratorio estivo - auspica che "la proposta di questo oratorio estivo è [sia] quella di trovare un piccolo spazio pensato proprio per i ragazzi delle medie. Un tempo settimanale dedicato a loro, per poter riflettere attraverso alcuni piccoli giochi."
Peccato che l'approccio non sia propriamente quello corretto e coerente con la nuova frontiera della preadolescenza.
Alcuni piccoli giochi? Cosa ne penserebbe Principessa, la protagonista di "Ho dodici anni e faccio la cubista mi chiamano Principessa (Storie di bulli, lolite e altri bimbi)"?


E che dire del web? Per iscriversi a facebook, ad esempio, occorre dichiarare di avere 13 anni. Ma quanti minori di 13 anni hanno un loro profilo? Quanti ragazzini o ragazzine della scuola media sono iscritti?
Credo almeno il 50%.
Mentendo sulla loro età.
Spesso con il benestare dei genitori.
E penso anche di aver sbagliato la percentuale, per difetto.
Senza parlare di YouTube e di Twitter.
Il primo ha canali su canali di ragazzine che - se va bene - fanno le parodie delle loro beniamine (o meno) mostrandosi nelle loro camerette.
Il secondo è noto - ai meno addetti ai lavori - per l'hashtag #letroiedellamiascuola... Chissà quanto avrebbero da aggiungere gli internauti più esperti...


Credo sia arrivato il momento di imparare a non sottovalutare il problema preadolescenza con tutti gli annessi e connessi che, quotidianamente, ci troviamo davanti.
Il mondo delle scuole medie (e della quarta/quinta elementare perché - come sempre - quando si comincia ad affrontare un problema noi educatori siamo in ritardo almeno di una generazione), attualmente terra di nessuno se non di docenti che - più o meno consapevolmente - combattono contro i "nuovi mostri" della maleducazione, va esplorato, indagato ed affrontato nel giusto modo.
Non solo dai docenti (che io reputo inesperti, con le armi spuntate) ma dai genitori, dagli educatori, dagli animatori e catechisti dell'oratorio.

Basta pensare che i preadolescenti siano dei bambini "che stanno crescendo".
Non sono più bambini.
Sono preadolescenti.
Che non è una definizione vuota, ma una nuova categoria di persone da conoscere e sostenere nel processo di crescita.
Con i giusti strumenti.

È IL MIO CORPO CHE CAMBIA
(Litfiba)


Cos’è cos’è questa sensazione

è come un treno che mi passa

dentro senza stazione

dov’è dov’è il capostazione
sto viaggiando
senza biglietto
e non ho direzione.