sabato 1 giugno 2013

"Ho visto padri che voi umani non potete nemmeno immaginare"

"Ho visto padri che voi umani non potete nemmeno immaginare."
[Blade Father]




Diventare padre, nella mia esperienza, è stato un attimo. Nel senso che ricordo precisamente il momento in cui sono diventato padre in modo consapevole, lucido. Ed è stato quando l'ostetrica è uscita dalla sala parto e mi ha detto "È nata!".
In quel momento sono diventato padre.

Non è così per le donne: loro hanno tutta una vita di (spesso inconsapevole) desiderio materno, hanno un intero DNA in cui sono impresse generazioni e generazioni di istinto alla procreazione, senza dimenticare che hanno nove lunghi mesi per diventare "ufficialmente" madri.
Nove mesi in cui percepiscono i loro mutamenti fisici e durante i quali sentono la vita che cresce in loro.
Nove mesi in cui sono GIÀ in due.

Per noi uomini non è così: rimane tutti teorico fino a quel momento.
Se siamo particolarmente coinvolti leggiamo libri, cerchiamo su internet, partecipiamo ai corsi pre-parto, parliamo alle pance, le accarezziamo ed osserviamo, nella speranza di vedere un movimento.
Ma quand'anche siamo così fortunati da azzeccare il fuggevole istante in cui la nostra futura creatura si rigira o si stiracchia vedremo solo un sobbalzo della pancia della nostra compagna.
Nulla di più.

Per fortuna noi uomini siamo persone concrete. 
Ma nella paternità (o meglio nell'attesa di essa) questo "per fortuna" si tramuta in un "purtroppo".
Ecco perché ricordo con così tanta precisione quel momento.
Perché volevo fortemente essere padre. Con tutto il mio essere, con tutta la mia razionalità, con tutto il mio cuore.
Ma - nonostante gli sforzi - non ci sono riuscito. 
Non sono diventato papà prima di quel momento.

Ma diventare padre è sostanzialmente differente dall'essere padre.

Essere padre è un'esperienza.

Allucinante, entusiasmante, agghiacciante, divertente, preoccupante, disarmante, preoccupante, intrigante, martoriante, esaltante, formante, stancante, massacrante, imbarazzante, energizzante... ante... ante... ante...
Aggiungete ciò che volete
Ma oltre ad essere un'esperienza è [soprattutto] un processo.
Essere padre è un percorso che non finisce mai.
Dopo [prima? durante?] essere diventato padre ho deciso consapevolmente che sarei stato padre.
E con cosa mi sono confrontato?
Con la mia immagine di figlio. Con il padre che ho avuto. Con l'immagine (ideale) del padre che avrei voluto essere. Con i padri con cui (come educatore) lavoro.
E che ne è venuto fuori?

Procediamo con ordine.
Io che tipo di figlio sono stato?
Bella domanda. Da padre direi... un figlio impossibile! Da figlio direi... un figlio esemplare!
Che figlio ero? 
Mannaggia, ma essere padre mi obbliga a pensare a che tipo di figlio ero?
Certo.
Perché essere padre mi impone di confrontarmi con queste e altre domande:
  • Che tipo di figlio sono stato?
  • Cosa prendo (di buono) o scarto (di cattivo) dal rapporto con mio padre? [e con mio nonno? perché mio padre da quell'educazione arriva. e con il mio bisnonno? perché mio nonno da quell'educazione arriva. e via così...]
  • Come, quanto, dove e perché è cambiata la società dei padri? Degli uomini? Delle donne?
  • Che tipo di padre vorrei essere?
  • La società che tipo di padre vorrebbe che fossi?
  • La mia compagna che immagine di padre ha?
  • La mia compagna che tipo di padre vorrebbe per sua figlia?
  • I padri che ho intorno a me come sono?
  • Mia figlia che tipo di padre vorrebbe?
Le discriminanti dell'essere padre sono davvero tante. Come districarsi? 
Un ginepraio.
Forse questo è il motivo perché alcuni padri diventano tali ma scelgono di non esserlo?
Forse.

Nella mia esperienza di padre imperfetto ho però deciso una cosa: devo assumermi la responsabilità dell'essere padre, perché mia figlia non può pagare il prezzo di una mia eventuale defezione.

Le colpe dei padri ricadranno sui figli.

Professionalmente questa frase [per me] è un assioma.
Personalmente mia figlia non dovrà mai pagare le mie colpe.
Almeno non quelle consapevoli.

Azz... ma la consapevolezza apre un nuovo capitolo?

1000 capitoli possono essere aperti sull'essere padre.
Ma una domanda sola è fondamentale.
Porsi questo quesito è già un buon punto di partenza. Da qui si va verso nuovi orizzonti di paternità.

Mai smettere di porsi domande.
Mai accontentarsi delle risposte.

#esserepapà
un progetto di @AValsasina 



Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se rende degno.
 Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov, 1879