mercoledì 7 agosto 2013

Bisogni evolutivi

[posa della prima pietra - nuovi progetti crescono]

Chi si occupa di educazione è abituato a ragionare sui bisogni evolutivi dei propri utenti. A prescindere dalla tipologia di utenza: età, sesso, [dis]abilità di ogni tipo, momento di processo della vita...
Ma sempre di utenti si tratta.

A me però, come sempre, piace ribaltare la frittata. 

Oggi infatti mi sono trovato a ragionare sui bisogni evolutivi [miei] degli operatori, degli educatori, dei pedagogisti, dei consulenti pedagogici... Insomma, di tutti coloro che di educazione (ad ogni livello e grado) si occupano. 
Anche noi abbiamo bisogno di evolvere. 
Ma verso dove? In che modo?
In biologia, con il termine evoluzione, si intende il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali negli organismi viventi. (fonte: wikipedia)
Dove si posizionano, dunque, i bisogni evolutivi?
E quanto tempo occorre perché l'evoluzione [cambiamento] avvenga?
Chi si occupa di educazione è [dovrebbe essere] abituato ai processi di cambiamento, perché ogni progetto educativo che si rispetti ha obiettivi da raggiungere oltre che tempi e strumenti per il loro conseguimento.
L'educazione è però un processo circolare, dove - a prescindere dalle posizioni "asimmetriche" dei soggetti coinvolti - non ci può essere cambiamenti a senso unico.

Oggi il mio bisogno educativo si è concretizzato su una spiaggia lacustre, dove - con una collega - mi sono entusiasmato davanti ad un nuovo progetto che prevede l'evoluzione della nostra professionalità. 
E della nostra figura professionale.
Ribaltando forse la credenza comune che vede educatori e pedagogisti in posizioni differenti? 
Forse.

Perché ognuno ha i suoi bisogni.