venerdì 12 ottobre 2012

Accadde a Padova...

Un allontanamento coatto di un bambino di dieci anni prelevato da scuola dalle forze dell'ordine e trascinato dagli agenti in un modo brutale. Le urla della madre e altri commenti percepiti a spizzichi e bocconi. Il tutto aggravato dalla presenza delle telecamere. Nell'era multimediale il tutto finisce su youtube nel giro di poco, viene condiviso sui social network, passa su tutti i telegiornali e diventa materiale per ogni trasmissione televisiva.
E - come sempre - si scatenano le polemiche.
Qualcuno si aspettava anche un mio commento alla situazione su questo blog.
 
Ieri, per scelta, non ho voluto guardare le immagini o sentire i commenti. Ho deciso per questa astensione sia perché non avevo il giusto tempo da dedicarvi sia perché ho imparato, per esperienza, che un giudizio affrettato è spesso scorretto, o quantomeno frammentario.
Questa mattina, nonostante la mia volontà di "rimanerne fuori", alle 6.30 ho acceso la tv e mi sono subito trovato davanti il servizio del tg.
E come tutti sono rimasto impietrito per la crudezza delle immagini.
Ho guardato, ho cercato di capire, ma ancora non avevo sufficienti informazioni.
Allora ho cercato di carpire qualche notizia in più, ma il telegiornale - a quell'ora della mattina - non aggiunge mai molto. Sono quindi andato sul social network e ho letto un po' di commenti.
Frasi che mi hanno lasciato un po' perplesso!
 
"Nemmeno chi ha ucciso viene trascinato in quel modo"
"Se avessero dei pedagogisti che si occupassero di queste cose sarebbe molto più facile"
"Nella scala sociale metto le forze dell'ordine ad un livello basso"
"Avrebbero dovuto opporsi..."
"Trascineresti tuo figlio in quel modo? Manco un cane..."
"La scuola e la dirigente dov'erano?"
"I bambini vanno ascoltati... se non voleva andarsene  un motivo ci doveva essere"
"Non sono affatto a favore dell'allontanamento coatto"
 
Non sono perplesso dalle frasi in sé quanto dal fatto che siano state scritte da educatori.
Naturalmente i commenti non erano tutti di questo genere, altri erano assolutamente condivisibili.
Ho imparato nella mia vita che "Domandare è lecito, rispondere è cortesia" ed io mi ritengo una persona cortese.
Quindi normalmente a domanda rispondo.
A volte verbalmente, altre tra me e me, oggi sul mio blog.
 
Intanto non trascinerei mai mia figlia in questo modo, ma sono assolutamente certo che nessun altro lo farebbe. Perché io non sono un padre (né mia moglie una madre) per le cui azioni intervengono i servizi sociali o il Tribunale...
La scuola e la dirigente? Dove volete che fossero: presenti! Ma che tipo di intervento avrebbero potuto fare? Che tipo di peso pensiamo abbiano di fronte ad un decreto del Tribunale?
I bambini vanno ascoltati? Certamente si ma.... 1) se sono minorenni ci sarà un motivo? Non è possibile invocare la loro tutela (perché minorenni) ma ritenerli adulti (perché vanno ascoltati) 2) la legge prevede che le audizioni del minore sono possibile dopo i 12 anni perché prima non sono ritenuti in grado di discernere. E chiedo a tutti i genitori con figli minori di 12 anni: date per assodato ogni cosa che dicono? ogni scelta che fanno? o come genitori decidete voi al posto loro, pur tenendo in considerazione ciò che dicono?
Avrebbero dovuto opporsi? Chi? La madre? La zia? Chi altri? Ancora una volta stiamo cercando di svalutare il lavoro dei servizi sociali, dei tecnici, degli specialisti.... proprio noi che ogni giorno rivendichiamo la peculiarità della nostra professione?
Contrario all'allontanamento coatto? Beh... forse un legislatore o un governo potrebbero esprimere un concetto di questo tipo e provare a fare qualcosa... chiunque altro esprime un'opinione personale e dovrebbe - quantomeno - motivarla e giustificarla.
Ma, a parte le risposte (cortesi, spero) alle domande (o pseudo tali) poste, sono rimasto colpito dall'aggressività e dall'intransigenza di queste affermazioni.
Lungi da me, ovviamente, cercare anche solo lontanamente di giustificare o motivare le immagini trasmesse.
 
Ho però difeso, nella mia vita professionale, due principi che ritengo indiscutibili.
Il primo è che prima di esprimere qualsiasi opinione personale, in situazioni come queste, occorre avere tutte le informazioni a disposizione. Ricordo moltissimi servizi al tg in cui "madri coraggio" denunciavano le angherie dei servizi sociali e dei Tribunali che avevano, secondo loro, ingiustamente portato via i loro figli.
Accorati appelli, pianti e grida, proclami di ingiustizie. Il tutto davanti alle telecamere.
E via che l'opinione pubblica si scatenava contro le assistenti sociali ree di "rubare" i bambini o che accusava i tribunali di ingiuste sentenze. Come se il mondo del sociale fosse composto solo da mostri e gli "utenti" fossero delle povere vittime.
In un caso - addirittura - ho visto un padre incatenato davanti al Tribunale per i Minorenni di Milano con uno striscione in cui denunciava l'ingiustizia subita. Conoscevo il caso di quel ragazzo perché era stata fatta richiesta di inserimento nella comunità in cui lavoravo allora. E naturalmente ciò che lui denunciava era falso, con una evidente omissione di ciò che lui aveva commesso.
Il secondo principio è che di lavoro noi facciamo gli educatori, non i giudici.
Mi sono sempre presentato con questa affermazione a tutti gli utenti perché l'assenza di giudizio aiuta a costruire una relazione educativa più proficua.
Ma soprattutto sono fortemente convinto che giudicare sia il compito di altri. Un compito complesso ed articolato che va gestito con giudizio.
In nome di questi due principi non mi permetto di giudicare quanto accaduto a Padova e mi sorprendo che altri educatori si permettano di farlo, tanto più con i toni che ho sentito.
Tutti hanno diritto ad avere un'opinione personale, ma bisogna fare attenzione alla leggereza con cui la si esprime e al tono che si utilizza.
Il mondo è già pieno di luoghi comuni che impediscono il ragionamento e a volte non solo ostacolano lo svolgersi corretto di operazioni delicate ma addirittura le travisano e le sbattono in prima pagina con il solo obiettivo di ottenere più audience.

D'altra parte, come dicevano due dei miei DeeJay preferiti questa mattina parlando di altro, 
  • tutti i ciclisti si dopano
  • i politici sono tutti ladri e corrotti
  • non esistono più le mezze stagioni.
Luoghi comuni.
Castrazione massima del libero pensiero.
Ma forse mi sbaglio?





P.S. prima di pubblicarlo ho riletto il mio post... Cavolo sono sempre il solito! Controcorrente!!! Chissà in quanti giudicheranno anche me... Me ne farò una ragione!