lunedì 15 ottobre 2012

Dopo Padova... si ritorna al lavoro

Ho lasciato passare un paio di giorni dal mio ultimo post perché volevo che quanto ho scritto sedimentasse un po'. In me e negli altri.
Ho passato il fine settimana bombardato da commenti su tutti i social network, in ogni telegiornale, in diverse trasmissioni televisive.
Psichiatri, psicologi, avvocati, giudici, educatori, persone comuni... Ognuno ha detto (qualche volta urlato) la propria opinione e il proprio sdegno sulla faccenda.
Ma io ho cercato di mantenere la mia linea: non commentare ciò che non conosci a fondo, non prendere una posizione fino a che tutto non sarà chiaro.
Ma negli avvenimenti di Padova non ci sarà mai chiarezza, non si saprà mai la verità fino in fondo.
E credo sia giusto così, nel nome di quella tutela della privacy e dell'interesse del minore tanto sbandierati.
 
Con questa consapevolezza oggi sono tornato a lavorare.
Mai il destino mi ha riservato uno scherzo così divertente, affascinante e a tratti incredibile.
Oggi comincio a seguire un nuovo caso, un intervento che mi è stato presentato nelle scorse settimane.
Devo monitorare gli incontri tra un padre e la sua bambina, a seguito di una separazione problematica tra genitori.
Divertente no?
Ancora mi rimbombano nelle orecchie tutti i commenti (congruenti o meno, intelligenti o meno, competenti o meno) che ho sentito negli ultimi giorni.
E con questa eco assordante mi appresto ad incontrarli.
Non voglio partire con il pregiudizio di servizi che vengono vissuti come aggressivi e violenti, o di operatori che vengono poi criticati perché potevano effettuare scelte diverse, o di tribunali che possono commettere errori, o di presunte patologie esistenti, riconosciute o meno.
Voglio solo fare il mio lavoro, con la professionalità di sempre.
Devo incontrare la madre, presentarmi alla figlia e monitorare l'incontro tra la bimba ed il padre.
Osservare, mediare la comunicazione, tamponare eventuali situazioni di disagio. E restituire poi quanto visto, detto e letto tra le righe ai servizi referenti.
Senza pensare che uso ne faranno loro, ma certamente soppesando ogni parola, assumendo un tono distaccato.
Non prenderò le parti di nessuno, perché questo mi viene chiesto.
 
E questo avrebbero dovuto fare anche nell'episodio di Padova.
Ma ognuno ha dovuto dire la sua, e pochi sono riusciti a tacere.