martedì 11 settembre 2012

9/11: l'educatore quel giorno...

11 settembre 2001... sono passati 11 anni.
Avevo deciso di pubblicare semplicemente un'immagine per ricordare senza ulteriori commenti.
Poi mi è venuto in mente quel giorno: ero in comunità e - insieme ai miei ragazzi adolescenti (la maggior parte dei quali di origine araba) - eravamo davanti al televisore.
Incollati e rapiti davanti alle immagini che hanno squassato il mondo. Il nostro mondo. Il mio mondo di occidentale.
Immagini crude, incomprensibili. Da parte di tutti.
I ragazzi chiedevano cosa stesse succedendo ed io - che come loro stavo seguendo in diretta ascoltando i commenti concitati e confusi dei cronisti - mi sono ritrovato a dover spiegare.
A spiegare cosa poi? Che i "loro" compari di religione stavano attaccando i "miei" compari occidentali? Che la loro religione stava cercando di annientare il mondo che io conoscevo? Che  quando la religione si mischia con la politica porta solo al caos? Che i "cattivi", nel mondo, esistono ancora? Che i "cattivi" non hanno colore, razza o religione? Che la differenza tra "buoni" e "cattivi" non è mai così netta?
Come loro ero allibito, confuso, allucinato... ma dovevo svolgere il mio compito: rispondere alle loro domande.
Fare l'educatore - mantenendo la freddezza e la lucidità necessarie - cercando di essere oggettivo e senza critica.
Non so se ci sono riuscito, ma ho tentato di farlo.
 
 
 Avevo deciso di non commentare questa giornata ma, ricordando i visi stralunati dei miei ragazzi, ho pensato che il silenzio sarebbe stato un errore. Sicuramente rispettoso, ma non corretto nei confronti di chi ha delle domande.
Questi avvenimento vanno ricordati ed occorre cercare di trovare un senso per restituirlo a chi un senso non riesce a trovarlo.
E allora si dà voce ai pensieri, alle emozioni. Evitando di soffocarli nel silenzio.
Poche parole - perché il senso del silenzio un po' mi rimane - ma motivate dall'intento di aiutare a capire chi fatica a capire. Chi non ha gli strumenti per capire. E li chiede a noi, educatori. Sempre.