lunedì 13 agosto 2012

Paura che le parole cadano nel vuoto

PADRE E FIGLIO

Nel sole chiaro d’inverno
Due uomini camminano nel bosco,
raccolgono mele selvatiche
rinnovando un’antica complicità.

Un padre e un figlio.

Ci sono padri e figli
Uniti da una stretta
Linea di sangue.

E padri e figli
Che sono tali
Per scelta.

Padri che amano
D’un solo amore
I propri figli
E i figli senza padre
Dispersi per le vie del mondo.

Parole e silenzi,
gesti ed attese,
ogni cosa nelle loro mani
parla di questo amore.

Tanto semplice
Da parere banale
E tanto forte
Da suscitare meraviglia.


di Laura.

Questa è la poesia scritta da un'educatrice. E questa educatrice ha deciso di condividerla con me.
Quando l'ho letta mi è piaciuta subito, ma io credo di essere di parte. Perché sono padre. E quindi mi ha colpito nel mio intimo.
Ma non è per questo che ho deciso di pubblicarla (anche se il fatto che mi sia piaciuta molto ovviamente ha avuto la sua influenza), almeno non dopo averne parlato con lei.
Ho chiesto a Laura di poterla postare nel mio blog perché quando le ho chiesto per quale motivo non l'avesse già fatto lei la risposta è stata "Paura che le mie parole cadano nel vuoto?".
Questo mi ha colpito.
Nessuno dovrebbe aver paura che le proprie parole non vengano ascoltate. Anche se - giustamente - Laura mi ha fatto notare che il mondo è pieno di gente che parla...
Vero. Ma io ho risposto che solo alcuni vengono ascoltati. Solo quelli che dicono o scrivono cose intelligenti o interessanti.
Sono però anche convinto - e l'ho detto a Laura - che tutti debbano avere un'occasione. Ma soprattutto che tutti possano darsi un'occasione. Tutto poi dipende da come se la giocano.
Questa è l'occasione di Laura. 
Non perché gliel'abbia data io, non mi sarei mai permesso di pubblicare una sua creazione senza il suo permesso.
Se l'è concessa da sola, dandomi il permesso di postare la sua bellissima poesia. Poesia che riveste un forte senso educativo e quindi è perfettamente nello spirito di questo blog.
Mi piacerebbe che le sue parole non cadessero nel vuoto, con me non è successo.

11 commenti:

  1. Mi hai lasciato senza parole. Grazie.

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  2. Bella dalla parte di una madre che ha scelto consapevolmente sua figlia non sapendo nulla di lei.
    Bella da parte di una figlia che ancora oggi sta cercando un padre xche sente quella linea di sangue.
    Bla da parte di un educatrice che anno dopo anno sente sparire la figura del padre dalla sua professione...
    Grazie Laura x le tue parole che mi accompagneranno ....

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    1. Non voglio aprire qui porte "personali", ma mi piacerebbe approfondire la terza parte. Quella in cui parli della scomparsa della figura del padre dalla tua professione. A cosa ti riferisci?

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  3. Davvero molto bella soprattutto perché riesci in modo molto semplice a esaurire un tema molto complesso. Complimenti

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    1. Il tema della paternità di questi tempi è davvero molto complicato: i padri sembrano vivere una crisi del loro ruolo perchè rifuggono l'autoritarismo (giustamente, ma dimenticano l'autorevolezza) e perché si nascondono dietro al poco tempo (come se le madri ne avessero d'avanzo) solo per il senso di inadeguatezza educativa. Purtroppo, nel processo di formazione dell'identità e di apprendimento delle regole sociali, il ruolo maschile è fondamentale. Come si può "dare una scossa" a questa generazione di padro invisibili?
      Naturalmente esistono anche padri pienamente consapevoli del loro ruolo e che ci tengono ad essere attori attivi nell'educazione dei loro figli.

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  4. Grazie a voi. Quando scrivo poesie cerco sempre di esprimere in modo semplice i miei sentimenti. Di solito cerco di togliere più che aggiungere e questo non sempre viene apprezzato nei concorsi(ogni tanto li faccio). Sono contenta che li mie parole abbiano trovato una risonanza in voi.

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  5. Brava Laura, bellissa poesia, Bella anche perche' non ha tempo, non ha scadenza. Non aver paura di togliere le parole; ogni parola e' densa di significati. La poesia più essenziale e' più e' moderna. Ti capisco quando parli della paura che " le parole cadano nel vuoto" ma non e' il tuo caso. Le parole, a mio parere, cadono nel vuoto quando sono troppe, ridondanti e povere di significato. Oppure quando chi le ascolta non e' pronto a coglierle e ad apprezzarle. Non e' proprio il tuo caso! Ti auguro di poter realizzare il sogno di fare una pubblicazione ! In bocca al lupo

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  6. Dimenticavo: ho parlato di modernità perché oggi la poesia deve essere essenziale per essere apprezzata. I tempi scorrono veloci e anche la poesia, per esistere ancora, ne deve tener conto. Ovviamente e' solo il mio modesto parere....

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  7. Grazie Anna! Non credo che pubblicherò mai, specie le poesie, perché la maggior parte delle pubblicazioni di questo tipo sono pagate dall'autore e vendute personalmente. Io davvero non riesco a "vendermi", ho ancora problemi a farmi leggere... Nel senso che alla fine sono piuttosto timida nel far leggere quello che scrivo. Cmq Alessandro ne ha ospitata un'altra nel blog, sempre in agosto.

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